Comuni Italiani Curiosità su L'Aquila. Parliamo di: I castelli e le cannelle, il Castello e l'Elephas meridionalis, Papa Celestino V e la bolla del perdono, la Basilica di San Bernardino e Cola dell'Amatrice

Appunti e Curiosità su L'Aquila

Con l'autorizzazione dell'Imperatore Federico II, la città nacque quando 99 castelli (castrum), cioè villaggi, dell'Abruzzo si federarono; il nome era un riferimento alla posizione sopraelevata sulle montagne e allo stemma imperiale. I 99 castelli originari sono ricordati dalle 99 cannelle della famosa fontana. Le cannelle sbucano da mascheroni allegorici di teste virili, muliebri e zoomorfe che si dipanano sotto la facciata dalla caratteristica bicromia bianco e rosa.

Presso la Basilica di Collemaggio venne nominato Papa Celestino V, nel 1294, dove fu anche sepolto. Si tratta di un papa molto amato, al centro di avventurose vicende storiche. Pietro da Morrone, originario del Molise, era un mistico, fondatore dell'ordine dei Celestini, e rappresentante di quella tradizione ascetica e pauperista propria del cristianesimo medievale, lontana dai fasti e dal potere propri della Chiesa, anche istituzione temporale. Il Beato Pietro venne così coinvolto in affari di potere alla cui regia c'era Benedetto Caetani, divenuto in seguito Bonifacio VIII. Il mistico così venne eletto papa a seguito di conclavi molto combattuti durante i quali il Soglio Pontificio venne lasciato a lungo vacante. Celestino V, prima, per rispetto delle gerarchie, pur riluttante, accettò l'incarico, dopo - troppo lontano da quella dimensione profana - rinunziò fra lo stupore generale. L'episodio li valse accuse di viltà, anche da parte di Dante (non è sicuro, però, che l'Alighieri si riferisse proprio all'ex-pontefice). Caetani, nominato Papa, temendo che una frangia di obiettori lo destituisse per simonia, fece incarcerare Pietro che a causa del rigore della prigionia, poi sarebbe morto dopo un anno.
Celestino V, nel suo papato, promulgò un documento, la bolla del perdono (conservata presso la Torre di Piazza Palazzo) con la quale concedeva un'indulgenza plenaria e universale a coloro i quali si fossero recati presso la Basilica di Collemaggio fra il 28 ed il 29 agosto; anticipando, così, l'istituzione del Giubileo (opera del suo successore Bonifacio VIII). Ancor'oggi, l'Aquila, durante la Perdonanza, si anima di attività religiose e culturali.

Il Castello, voluto da Carlo V, è uno dei più massicci e belli realizzati dall'imperatore in Italia. Fu voluto come presidio di sicurezza dopo la rivolta antispagnola del 1529, per controllare i riottosi aquilani. La città, infatti, dopo essersi data all'asburgo, si ribellò. Gli spagnoli, una volta sedato il conflitto, eressero il baluardo per presidiare il dominio.
La fortezza ospita il Museo Nazionale d'Abruzzo, presso il quale potrete ammirare lo scheletro dell'Elephas meridionalis vestinus, elefante preistorico rinvenuto nel 1954 presso una cava. Il pachiderma è enorme: alto 4,3 metri e lungo più di sei!

Il potere corrompe, diceva Lord Acton ma... può anche uccidere! A quanto pare gli aquilani sono terribilmente riottosi e gelosi delle libertà civiche che qualche potente arrogante vuole soggiogare! Ben tre signori della città sono stati, infatti, destituiti e uccisi da o per volere dei cittadini: Pietro Camponeschi, Niccolò dell'Isola e Ludovico Franchi!

Occhio alla Basilica di San Bernardino, capolavoro di Cola dell'Amatrice, dalla scenografica e superba scalinata. Vale la pena ammirare il sontuoso soffitto ligneo dorato seicentesco, che accoglie solenni tele, e la pala di Andrea della Robbia, campione rinascimentale della terracotta smaltata.

Santa Maria di Collemaggio è una delle chiese romaniche più belle del centro Italia. Fu restaurata negli anni settanta da Mario Moretti in modo da riportare alla vista l'originale e pura struttura, eliminando tutte le aggiunte e le superfetazioni posteriori. Nel transetto di destra ammirate una bella Madonna, opera di Silvestro dell'Aquila, allievo di Donatello.

Patagruelica gastronomia locale! Fra i primi segnaliamo la zuppa di ceci e castagne e la minestra di lenticchie e patate; fra le paste, condite con ragù di bosco, si segnalano le taccozzelle e i rinomati spaghetti alla chitarra, preparati filando la pasta come se fossero corde di uno strumento. Fra i secondi regnano le carni, di castrato e di agnello, la pecora alla cottora e le salsicce di fegato. Pregiati i formaggi, pecorini e caciotte. All'Aquila si produce un torrone morbido imperdibile.

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