Comuni Italiani Curiosità su Campobasso. Parliamo di: Il Conte Cola e il Castello Monforte, la Cattedrale e Bernardino Musenga, i fischioni e i torcinelli, Crociati e Trinitari, coltelli e scimitarre

Appunti e Curiosità su Campobasso

Presso Campobasso esisteva già un insediamento in epoca sannita e romana posto sul tratturo che dall'Abruzzo i pastori percorrevano per portare le greggi transumanti a svernare in Puglia; ma la città, come attestano le tracce documentali, ovvero il codice beneventano detto Chronicon Sancte Sophie, si costituì in epoca longobarda.

Nel Quattrocento, sotto i Monforte, e durante il governo del Conte Cola in particolare, la città di Campobasso raggiunse un notevole sviluppo nei commerci, rinsaldato nella metà del Cinquecento sotto la signoria dei Gonzaga. Il Castello Monforte è il lascito che Cola, ampliandolo, ha lasciato alla sua Campobasso. Si tratta di un possente e suggestivo maschio quadrilatero e merlato, dotato di tutti i "confort" che un castello che si rispetti debba avere, come fossati e ponte levatoio (oggi non più esistente). Il carattere militare della struttura tradisce l'animo del Conte che fu un vero e proprio Capitano di Ventura, protagonista nelle lotte fra Angioini e Aragonesi nel Regno di Napoli.

Bella la Cattedrale, opera neoclassica di Bernardino Musenga, sorta sui resti della vecchia cattedrale crollata a seguito del violento terremoto del 1805. La purezza classica è esemplificata esclusivamente dall'uso del capitello ionico, sia nel pronao esastilo che precede l'ingresso, che nelle tre navate in cui è scandita la struttura, a croce latina.

Presso il borgo di Ferrazzano, occhio al Castello dei Carafa, di origine medievale e con una bella corte di gusto rinascimentale.

La città esibisce fiera un patrimonio religioso e antico di discreto pregio: le Chiese di San Giorgio, patrono della città, San Leonardo e San Bartolomeo sono delle belle fabbriche romaniche. Nella prima troverete anche delle belle cappelle gentilizie di epoca posteriore (rinascimentale e barocca), mentre in quella di San Leonardo i più attenti scorgeranno influssi del severo romanico pugliese. Occhio al bel Cristo, benedicente alla greca, nella lunetta del portale di San Bartolomeo, che tradisce l'influenza orientale ed antica della chiesa che nacque come monastero basiliano, ovvero dei monaci bizantini che approdarono in Italia meridionale. La benedizione latina, infatti, prevede indice, medio e pollice tesi, mentre quella greca l'indice ed anulare che si toccano: in questo modo le tre dita tese rappresentano la trinità, anulare e pollice la natura umana-divina di Cristo, e si formano inoltre i caratteri XC e IC che nel mondo greco rimandano al Salvatore.

Campobasso e la musica leggera: Il mattatore Fred Bongusto e Tony Dallara, dall'urlo fenomenale, sono nati qui!

Un buon pranzo a Campobasso? Non potrete perdervi, allora, i fischioni, sorta di maccheroni, con sugo e pecorino, e i torcinelli di budello. I molisani, inoltre, sono pronti a giurare che il termine maccherone, ritenuto dai più napoletano, derivi, invece, dal molisano macca, che vuol dire pasta!

Non perdete la Sagra dei Misteri, con ricche rievocazioni, festose processioni e macchine roccocò costruite nel 1700 da Paolo di Zinno; la festa prevede la partecipazione diretta dei campobassani, per l'occasione vestiti da santi e diavoli!

Romeo e Giulietta di Campobasso! Nel Cinquecento la vita cittadina era animata dalla violenta contrapposizione fra le due confraternite di Crociati e Trinitari, la cui "storica pace" è rappresentata tuttora in rievocazioni storiche. L'amore contrastato dei giovani amanti Fonzo (trinitario) e Delicata (crociara) ha dato vita ad una struggente storia drammatica, alla fine della quale Delicata muore e Fonzo prende i voti.

Campobasso rivoluzionaria e giacobina! Martiri della Repubblica Napoletana nel 1799 i nobili concittadini Domenico Lucarelli e Giovanni Palombo.

Importante glottologo di Campobasso, cruscante e presidente dei Lincei, nonché studioso del dialetto molisano fu Franceso D'Ovidio. Nell'omonima piazza, c'è un bel busto realizzato negli anni venti dallo scultore Enzo Puchetti.

Dalla scimitarra alla cesoia! L'uomo nei secoli, fortunatamente, si è evoluto diventando sempre meno violento. Campobasso, infatti, è rinomata per coltelli, spade e forbici lavorati a traforo e a bulino, una pregiata manifattura che si sviluppò in città nel milletrecento come artigianato militare di possenti scimitarre da combattimento. L'industria ora si è così riconvertita per usi "più pacifici"!

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