Comuni Italiani Curiosità su Lecce. Parliamo di: Piazza Sant'Oronzo e il Palazzo del Sedile, il pasticciotto e i fruttoni, il Salento e il dialetto locale, il Barocco Leccese e la Basilica di Santa Croce, la cartapesta e la pietra leccese

Appunti e Curiosità su Lecce

Già centro messapico e florido municipium romano, conobbe la sua età dell'oro fra il cinquecento e il seicento quando, come dominio della Corona d'Aragona e parte del viceregno di Napoli, passò nelle mani dell'Imperatore Carlo V. Questi, attraverso una serie di circostanze fortuite della storia, ma anche di attente politiche matrimoniali dei suoi predecessori, fu a capo di uno degli imperi più vasti della storia, sul quale, si diceva, non tramontava mai il sole (abbracciando le Americhe e l'Europa), avendo ereditato i possedimenti degli Asburgo, della Corona di Castiglia, d'Aragona e di Borgogna.

In Piazza Sant'Oronzo, cuore della vita cittadina, occhio al bell'anfiteatro romano del secondo secolo d.C., scoperto solo all'inizio del novecento, utilizzato ancor'oggi per eventi e spettacoli. Particolarmente fastoso è il tardocinquecentesco Palazzo del Sedile, sede del potere comunale che costituisce una bella prospettiva insieme alla coeva chiesa di Santa Maria delle Grazie. Veglia dall'alto la statua settecentesca del Santo Patrono, adagiata su una colonna di spoglio proveniente da Brindisi: è una delle colonne che segnalavano la fine dell'Appia, infatti, e fu donata dai Brindisini al Santo leccese, in occasione di una miracolosa protezione dalla peste che funestò il Salento nella metà del seicento.

Lecce è oggi il centro principale del Salento - tacco d'Italia, separato geologicamente dal resto della Puglia dalla così detta soglia messapica - che corrisponde alla regione storica della Terra d'Otranto, dal nome del centro salentino a lungo più influente della zona. Il Salento si presenta come un'area culturalmente differente dal resto della Puglia, come attesta il dialetto locale, nettamente differente dal barese, ad esempio, e molto più vicino fonosintaticamente al calabrese o al siciliano, per via dell'influenza linguistica lasciata dai Messapi, che si stanziarono proprio qui e che differivano sia dai Peucezi che dagli Iapigi, diffusi nel resto della Puglia.

Una serie di ispirati architetti, un vescovo mecenate, ed una particolare pietra locale, sono gli ingredienti speciali che stanno alla base della fortuna del Barocco Leccese, diffusosi, poi, in tutto il Salento. Si tratta di una effervescente ed esuberante interpretazione del barocco, con richiami al gusto spagnolo plateresco della corte, a base di putti danzanti, festoni floreali, animali dal nobile piumaggio, colonne tortili e cornucopie, dalla splendida monocromia regalata dalla pietra leccese giallo oro, come il sole del Salento; si tratta di una roccia calcarea, purtroppo molto sensibile agli agenti atmosferici. Sotto l'impulso del vescovo Luigi Pappacoda si è dispiegato il genio di artisti come Gabriele Riccardi, Antonio e Giuseppe Zimbalo, Cesare Penna, Giuseppe Cino, Mauro ed Emanuele Manieri, questi ultimi in un secondo periodo.
Tutta la città si caratterizza per questa cifra comune: occhio al capolavoro del barocco leccese, Santa Croce e all'attiguo convento dei Celestini.

Belle porte urbiche: Porta Napoli, costruita da Gian Giacomo dell'Acaja, importantissimo architetto militare, in onore di Carlo V nel 1548, ad un fornice e con aquila asburgica. Su Porta Rudiae vegliano i protettori di Lecce Oronzo, Irene e Domenico e si appoggiano i busti dei mitici fondatori della città Mallenio, Dauno Euippa e Licio Idomeneo: felice incontro fra cristianità e paganesimo.

Superba prospettiva, di piazza chiusa ad unico ingresso, quella del Duomo, con affianco il Palazzo Vescovile, dallo scenografico loggiato, ed il Seminario, dal severo bugnato (decorazione a base di mattoni sporgenti).

Quinto Ennio, uno dei padri della letteratura latina e autore degli Annales, nacque nella vicina Rudiae.

Tra i leccesi da ricordare: gli umanisti e letterati rinascimentali Fra Roberto Caracciolo e Scipione Ammirato; Regina Bianchi, grande attrice di teatro napoletano con Viviani e De Filippo.

Rinomato artigianato leccese è quello della cartapesta, che si sviluppa nel settecento soprattutto negli arredi sacri. Maestro della tradizione fu Antonio Malecore.

Nel Salento è molto diffusa la carne di cavallo, stufata o brasata col pomodoro, i pezzetti, e le lumache di terra, preparate in vari modi, le municedde; gustosi dolci leccesi: il pasticciotto e i fruttoni.

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