Comuni Italiani Curiosità su Matera. Parliamo di: I Sassi e le gravine, Matera ed il cinema, le lagane e il cutturill, la Pinacoteca Camillo d'Errico, il Museo Archeologico Nazionale Ridola e la collezione Rizzon, la Famiglia Persio

Appunti e Curiosità su Matera

La città di pietra! Matera è universalmente nota per i suoi Sassi, Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Si tratta di un complesso ed affascinante ecosistema urbano di case-grotta, scavate nella pietra, abitate già dal neolitico, dove portali romanici, chiese bizantine o barocche si susseguono in un vortice tortuoso di vicoli, dedali, e originali ecosistemi abitativi, simboli di una socialità unica, a volte stigma di arretratezza, oggi di redenzione; dopo che i Sassi si erano spopolati, infatti, accusati di essere premoderni ed igienicamente insufficienti, sono tornati, oggi, prepotentemente in auge, grazie al Piano Urbano di Recupero (inserito nel Parco archeologico delle chiese rupestri del Materano) che ha vinto il Premio Europeo di Pianificazione Urbana nel 1995.

Curiosità e geologia. I Sassi sono costruiti in una profonda gravina, sulla quale sorge la città: le gravine sono un particolarissimo fenomeno idrogeologico tipico delle Murge (fra Basilicata e Puglia) dove l'acqua ha scavato nei millenni la roccia calcarea creando dei canyon profondissimi ed aridi, alla fine dei quali scorre il ruscelletto che le ha create. Nonostante vivere in case scavate nella pietra possa sembrare bizzarro, i materani hanno in realtà sfruttato perfettamente le proprietà isolanti e coibenti della roccia tufacea. Le grotte sono infatti fresche d'estate e calde d'inverno.

Matera ed il cinema. Il suggestivo panorama materano ha ispirato innumerevoli registi che hanno deciso di ambientare qui le loro opere. Per citarne alcuni: Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo), Mel Gibson (La Passione di Cristo), i fratelli Taviani (Il sole anche di notte e Allosanfan), Tornatore (l'Uomo delle stelle), Francesco Rosi (I tre fratelli e Cristo si è fermato ad Eboli).

Gastronomia tipica! Ricchissima l'offerta di formaggi, ovvero di ricotte, pecorino delle murge, burrate (Matera faceva parte della Terra d'Otranto), fior di latte ed altri formaggi freschi a pasta filante, caciocavalli podolici, fatti mungendo la famosa e pregiata razza podolica bovina, diffusa in tutto l'Appennino meridionale, in Puglia e nel materano soprattutto. Le paste risentono del chiaro influsso pugliese, fra cime di rape ed orecchiette, non perdetevi le gustose lagane preparate con ricotta o ragù di carni. Fra i secondi, il cutturill - prevede un bollito di agnello, patate e verdure - e la pignata - uno stufato di pecora, preparata al forno a legna, condita con salame, pecorino e verdure. Accompagnate il tutto col famoso Pane di Matera DOP, fatto a bruschette ovvero servito come cialledda ed innaffiate con Matera Rosso DOC.

Occhio al magnifico duomo, dedicato alla patrona, la Madonna della Bruna, di severe forme romaniche pugliesi con elementi leccesi. L'interno, barocchizzato, è un catalogo di opere degli artisti della famiglia Persio che per l'occasione si cimentarono anche in un fastoso presepe policromo. Non perdete la sontuosa cinquecentesca Cappella dell'Annunziata, il coro ligneo e la prima cappella della navata destra con una bella Madonna, opera dell'artista barocco Giovanni Donato Oppido. Il primo altare a sinistra ospita la Madonna delle Bruna presso la quale si accalcano i fedeli devoti.

La Pinacoteca Camillo d'Errico è ubicata in un palazzo dall'elegante facciata asimmetrica ed è una delle più interessanti collezioni d'arte dell'Italia meridionale, ricca di testimonianze delle scuola napoletana del seicento, con opere di Francesco Solimena, Luca Giordano, Mattia Preti e Massimo Stanzione, per citare i più noti.

Nell'ex convento di Santa Chiara, della fine del Seicento, ha sede il Museo Archeologico Nazionale voluto dal paletnologo e senatore Domenico Ridola. Sono presenti le interessantissime testimonianze primitive provenienti dagli scavi e dalle necropoli del materano nonché una vastissima collezione vascolare privata, acquistata dallo stato nel 1990: la collezione Rizzon. La Lucania, infatti, in epoca magnogreca ha espresso l'eccellenza nella pittura vascolare greca, difatti conosciuta come scuola apulo-lucana; la collezione ospita le più importanti "griffe" del periodo come il Pittore di Pisticci ed il suo successore, il Pittore di Amykos, ed ancora il Pittore di Licurgo e di Tarporley.

Occhio alle cripte ipogee e alle chiese rupestri, scavate direttamente nella roccia. Si tratta delle testimonianze religiose più antiche di Matera, molte costruite addirittura fra nono e decimo secolo dai monaci basiliani: occhio a Santa Lucia alla Malve; S. Eligio, San Donato, Cappuccino Vecchio, S. Barbara e le Tempe Cadute presso il rione Casalnuovo; S. Pietro Barisano, dagli altari tutti scavati nella pietra; Santa Maria de Idris, dedicata ad una Madonna il cui culto era diffuso proprio a Costantinopoli.

Nella bella fabbrica del tredicesimo secolo di San Domenico c'è il Sepolcro della Famiglia Persio. Si tratta di una nobile stirpe materana che fra cinquecento e seicento annoverò pittori, scultori, letterati e scienziati che raggiunsero tutti, nelle loro discipline, livelli d'eccellenza.

Matera città di Santi! Sant'Ilario e San Giovanni da Matera sono entrambi nati qui intorno all'anno mille.

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