Comuni Italiani Curiosità su Trapani. Parliamo di: Il porto di Trapani e il re Ruggiero, le cinque torri, il cuscusu, la costa e le saline, il Museo Pepoli e il corallo, Villa Margherita e i Ficus Magnolioides, il Palazzo della Giudecca e gli ebrei

Appunti e Curiosità su Trapani

Il porto di Trapani, è stato nel medioevo uno dei più importanti, grazie alla sua posizione geografica privilegiata verso l'Africa. L'impulso all'attività portuaria fu dato nel 1097 dal re normanno Ruggiero attraverso un editto particolarmente liberale che attirava commercianti da tutt'Europa.

Trapani si adagia su un lembo di terra a forma di falce (da qui deriva il toponimo greco Drepanon, anticamente usato). Ma come è nata la città? Si contrappongono due miti. Quello della falce caduta di mano a Persefone mentre ricercava la figlia rapita dal dio degli inferi o quello delle falce persa da Saturno mentre lottava con Crono. A chiunque sia caduto questo enigmatico attrezzo, giunto sulla terra esso ha, quindi, dato vita alla città!

La città delle cinque torri! Torre Pali, oggi scomparsa; Torre Vecchia, la Torre di Porta Oscura, la Torre del Castello di Terra, la Torre Peliade detta "Colombaia". Quest'ultima è stata situata all'imboccatura del porto, sull'isolotto omonimo, in modo da dare il benvenuto ai viaggiatori provenienti dal mare.

Trapani era un importante centro per la produzione del corallo, in auge soprattutto nel seicento, quando si riteneva che esso proteggeva dalle malattie. Ancora oggi è buon auspicio regalare amuleti di corallo ai neonati. La fiorente manifattura si è poi involuta anche perché il corallo è ora in via di estinzione e la produzione è nettamente limitata. Il Museo Pepoli è una bella collezione di questa antica manifattura: il museo conserva anche lo stemma del Lombardo e una delle barche usate dai Mille in occasione dello sbarco in Sicilia.

A Trapani gustate il cuscusu! Si tratta del famoso couscous arabo; la presenza araba in città, infatti, non è mai diminuita e moltissimi sono i pescatori tunisini che si appoggiano al porto trapanese. Il piatto orientale è qui reinterpretato con il gustoso pesce locale.

La bella chiesa del Purgatorio custodisce le possenti statue lignee della Passione di Cristo che vengono utilizzate durante la Settimana Santa, celebre evento trapanese.

La costa fra Trapani e Marsala è tutto un susseguirsi di riflessi fra il bianco ed il rosa delle saline che brillano sotto il sole. Negli anni sessanta c'è stata un crisi di questo settore, con conseguente trasformazione dei bacini in allevamento per i pesci; ma il desiderio di proteggere l'antica tradizione ha messo in moto un'ingente operazione di recupero.

A Trapani, così come a Segesta ed Erice, c'erano gli Elimi; popolazione anatolica, così chiamati dai greci in quanto mangiavano il miglio, che si stanziarono in questa parte della Sicilia ed in Puglia (col nome di Iapigi), nel Salento.

La prima poetessa cristiana è la trapanese Elpide (VI secolo), sepolta a Roma presso i Portici Vaticani.

L'osservatorio Ximeniano di Firenze è stato fondato nel settecento da un trapanese illustre: lo scienziato Leonardo Ximenes.

Patriota e combattente ogni qual volta la Storia lo chiami: l'illustre figlio di Trapani Enrico Fardella di Torrearsa, rivoluzionario nel 1848, combattente in Crimea e... generale nell'esercito di Lincoln nella guerra di Secessione! Fu anche sindaco della sua città natia nell'Italia Unita.

Il fastoso Santuario dell'Annunziata custodisce la preziosa Madonna di Trapani dello scultore trecentesco Nino Pisano. Il Santuario, benché originario del trecento, è stato rifatto in forme roccocò dal trapanese Giovanni Biagio d'Amico.

Il Parco di Villa Margherita, in Piazza Vittorio Emanuele, nel centro della città moderna, vanta dei mirabolanti Ficus magnolioides.

Il Palazzo della Giudecca, edificato nel cinquecento in stile plateresco nel ghetto, è una delle maggiori testimonianze ebraiche in Sicilia. Gli ebrei in Europa si dividevano in sefarditi e ashkenaziti, i primi stanziati in Spagna, i secondi nell'est e nelle mitteleuropa. Con la reconquista (1492) e l'unificazione della Spagna da parte dei Reyes Catolicos, Isabella di Castiglia e Fernando D'Aragona, gli ebrei e gli arabi vennero cacciati portando con sé questa singolare mistura di cultura semita e spagnola.

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