Comuni Italiani Curiosità su Palermo. Parliamo di: Pupi e pupari, le cinque Patrone e la Santuzza, Guttuso e la Vucciria, il gelato e il sorbetto, la cassata e i cannoli, il Palazzo Ganci-Valguarnera e il Gattopardo, i Vespri Siciliani

Appunti e Curiosità su Palermo

Palermo multietnica! Fu prima fenicia col nome di Zis (Fiore), poi cartaginese, romana (chiamata Panormus, latinizzando il toponimo greco che significa "tutto porto"), bizantina ed araba, infine passò ai Normanni sotto il cui governo la città visse la sua età dell'oro.

Il Museo Internazionale delle Marionette è un'istituzione che ha supportato la difesa dei pupi (dichiarati dall'Unesco "Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità") e della tradizione del teatro popolare dei pupari, ispirato al tema cavalleresco della Chanson de geste.

La città delle cinque Patrone! Santa Rosalia, Sant'Oliva, Santa Cristina, Santa Ninfa e Sant'Agata. Ognuna di esse rappresenta un mandamento, con l'eccezione della più famosa di loro, Santa Rosalia, che rappresenta tutta la città. Il culto della Santuzza, come è affettuosamente chiamata Rosalia, si impose nel seicento quando la peste nera schiacciava la città e il ritrovamento miracoloso delle sue spoglie coincise con la sconfitta del male. La festa di Santa Rosalia è una delle più belle del folklore siciliano con l'uso di maestosi e barocchi carri storici.

Celebre è la tela del grande siciliano di Bagheria, Renato Guttuso, dedicato al mercato della Vucciria, reminescente dei suk arabi. Presso la Vucciria originariamente si vendeva carne, come rivela l'etimo di origine francese boucherie (macelleria).

Il celebre Palazzo dei Normanni è un bell'esempio dello straordinario sincretismo artistico culturale palermitano, dove lo stile normanno romanico si unisce alla tradizione araba e bizantina. La fastosa Cappella Palatina rappresenta l'acme dell'arte musiva bizantina insieme ai mosaici di Ravenna ed Istanbul.

Nella corte di Palermo sono state, con buona probabilità, inventate delle glorie della gastronomia italiana! Il gelato, diffusosi presto in tutta Italia, sembra essere una derivazione del sorbetto (a base di ghiaccio), nato in Sicilia, ma da mani arabe (sciarbat). A tutt'oggi i gelati, i sorbetti e le granite siciliane sono rinomati.
Ma a Palermo e alla Sicilia si imputerebbe anche l'invenzione più importante della cucina made in Italy: la pasta! Allo stato attuale delle ricerche, a meno che non si aderisca all'ipotesi che la pasta sia originariamente cinese, le tracce archivistiche più antiche degli antenati degli spaghetti e dei maccheroni, si riferiscono ai mercanti Palermitani e Genovesi. La pasta secca, adatta ad essere esportata, è già citata nel famoso Libro di Ruggero del geografo siculo-arabo Idrisi.

La gastronomia palermitana è di indiscusso pregio e particolarità, fortemente influenzata anch'essa, dalla cultura araba. La cassata è il dolce più celebre, il nome deriva dall'arabo qas'at, cioè casseruola. Di invenzione monastica sono i famigerati cannoli, anch'essi rigorosamente a base di ricotta di pecora. Lasciando da parte la ricca tradizione pasticciera, vale la pena ricordare che le crocchè (a base di patate) sono precipuamente palermitani e nelle friggitorie si accompagnano alle panelle (frittelle di farina di ceci), anch'esse schiettamente arabe. U pane ca' meusa è una focaccia preparata con un pane fragrante, imbottito di milza soffritta e strutto. Caratteristica pietanza palermitana è o quarume (da caldume, calda), un misto di cartilagini ed interiora lessate, vendute per strada da venditori ambulanti.

Molto diffuso è il tonno ed i suoi derivati (la bottarga, uova del pesce e sorta di caviale mediterraneo, ed il lattume, "latte di pesce") pescati da tonnare con una tecnica (la mattanza) molto violenta, anch'essa di origine araba. Durante la pesca, connotata ritualmente, i pescatori cantano la cialoma, una preghiera mista di arabo e di dialetto siciliano.

La cultura araba ha lasciato svariate testimonianze di palazzi fiabeschi e giardini delle delizie di straordinario interesse architettonico come La Zisa (dall'arabo aziz, cioè splendido) e La Cuba, dove il Boccaccio ambientò una sua novella.

Il bel Palazzo Ganci-Valguarnera, integro nelle finiture e negli arredi, è dove Luchino Visconti ha ambientato la sua celebre trasposizione cinematografica del capolavoro di Tommasi di Lampedusa, il Gattopardo.

I Vespri Siciliani di Palermo hanno un importantissimo peso storico e simbolico, assumendo un duplice significato di lotta contro lo straniero per l'Italia unita e per l'autonomia della Sicilia: la rivolta popolare fu originata, all'epoca in cui Palermo passò dagli svevi agli angioini e cessando il suo status di capitale, da un affronto di un soldato francese verso una fanciulla palermitana. Il noto episodio ha alimentato sia il tradizionale autonomismo siciliano - che ha origine nelle dominazioni straniere della Sicilia, nel secolare antagonismo con Napoli per il primato come capitale del Mezzogiorno ed arriva ai nostri giorni nella forma dell'autogoverno della Sicilia, "Regione a Statuto Speciale" della Repubblica Italiana - sia l'epica risorgimentale ed è stato eternato dalla celebre tela patriottica omonima del pittore Francesco Hayez.

Palermo ha dato i natali al grande architetto modernista Ernesto Basile che ha lasciato in città numerose testimonianze del suo genio come il Teatro Massimo e Villa Igiea.

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