Comuni Italiani Curiosità su Oristano. Parliamo di: Eleonora d'Arbolea e il Giudicato, la Carta de Logu, le ventotto torri, la festa della Sartiglia, la Vernaccia e Santa Giusta, l'Antiquarium Arborense

Appunti e Curiosità su Oristano

Di fondazione fenicia, Oristano, nel 1070 divenne capitale del Giudicato d'Arborea. La Sardegna era infatti divisa in varie unità politiche (sullo schema dei basileus bizantini) ed il Giudicato D'Oristano fu il regno Sardo più glorioso, quello che rimase più a lungo indipendente, fino alla caduta in mano aragonese nel 1478.

Eleonora d'Arbolea ivi nacque e promulgò la Carta de Logu, importantissimo codice di leggi medioevale, felice sintesi fra le consuetudini sarde, la tradizione romana e quella dei glossatori bolognesi, esteso poi a tutta l'isola durante le dominazioni seguenti alla caduta del giudicato d'Arbolea; la Carta rimase in vigore fino alla promulgazione del codice sabaudo di Carlo Felice (1827).

L'epoca Giudicale è stata sicuramente l'epoca d'oro per Oristano che guadagnò un primato militare manifestato da un sistema di fortificazioni notevole: la città era infatti dotata di una cinta muraria di 2,007 km per 32 ettari, fornita di ben ventotto torri.

La chiesa di Sant'Efisio Su Brugu, fu fortissimamente voluta da Don Francesco Maria Sisternes e i quartierani di Su Brugu per sciogliere un voto fatto in occasione dell'invasione delle coste della Sardegna da parte dei francesi. L'arciprete personalmente comprò i terreni per edificare la chiesa ed i fondi furono raccolti da tutti i fedeli.

Nella bella chiesa di San Martino, la cappella dedicata alla Madonna del Rosario veniva usata per ospitare i condannati a morte, la notte prima dell'esecuzione.

La Sartiglia è una festa carnascialesca rinomata in Oristano, una delle poche giostre equestri ad anello rimaste, in Europa. Fu istituita dal canonico oristanese Giovanni Dessi per porre fine ai disordini che accadevano di carnevale, quando, complice le maschere, i cittadini davano sfogo anche a truci vendette personali!

Oristano è la città della celebre Vernaccia, pregiato vino da vitigno autoctono (da cui l'etimo vite vernacula, ossia vitigno del luogo), le cui procedure di vinificazione furono fissate addirittura nelle Carte da Logu. Si narra che il prezioso vino sia formato dalle lacrime di Santa Giusta, protettrice di Oristano, triste per le epidemie di malaria che aggredivano gli oristanesi. Il vino, miracoloso, avrebbe protetto i cittadini dal flagello!

L'Antiquarium Arborense è una delle collezioni più importanti in Sardegna di testimonianze raccolte negli scavi archeologici (romani, fenici, punici) e vanta una fornitissima pinacoteca.

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